CULTURAL LANDSCAPES. RAFFAELE ALBERTO VENTURA PRESENTA: LA GUERRA DI TUTTI – VENERDÌ 24 MAGGIO ORE 21

CULTURAL LANDSCAPES
VENERDI’ 24 MAGGIO – ORE 21:00

RAFFAELE ALBERTO VENTURA PRESENTA: LA GUERRA DI TUTTI

“Populismo e cospirazionismo, razzismo e terrorismo, fake news e politicamente corretto sono tutti sintomi di un ordine in disfacimento.
Il tramonto del capitalismo occidentale coincide con una crisi delle categorie politiche della modernità, una catastrofe che ci riporta alla guerra di tutti contro tutti come unico sfogo alla paura del declassamento.
Guerra simbolica, metaforica, virtuale, finzionale, che dal mondo dei segni sempre più spesso trabocca per andare a contagiare il mondo reale.
Dopo Teoria della classe disagiata, la lotta per il riconoscimento è diventata planetaria.
Nessuna civiltà aveva mai spettacolarizzato tanto il benessere e nessuna mai aveva subito con tanta durezza l’effetto del risentimento che sale quando le promesse non vengono mantenute: trionfano le passioni tristi, gli odi intracomunitari e le teorie del complotto.
Dopo aver per decenni amministrato il consenso fabbricando sogni e bisogni, l’industria culturale è diventata una macchina produttrice di paranoia. E se il problema fosse il nostro rapporto con la violenza del linguaggio?”

Raffaele Alberto Ventura

Per l’ottavo Cultural Landscapes proponiamo l’incontro con l’autore del famoso “Teoria della classe disagiata” nonché autore della pagina facebook di culto Eschaton. Ventura ci guiderà nei meandri del suo nuovo libro, spiegandoci come la crisi finanziaria e la proletarizzazione del ceto intellettuale abbia trasformato la lotta di classe in una guerra simbolica per il riconoscimento.

Gruppi, minoranze, individui lottano disperatamente per le ultime briciole di benessere economico, tentando di accumulare beni posizionali, sperando di non scivolare nel baratro della povertà e dell’anonimato.

In questo scenario la Cultura è fondamentale: rigenera senza posa il senso di appartenenza ed impieghi dall’alto capitale simbolico che servono a sedare un proletariato cognitivo senza più povero e senza speranza di un’ascesa economica.

In questo quadro distopico l’autore cerca il bandolo della matassa, setacciando tanto la cultura pop quanto quella alta, evidenziando le incongruenze e le impossibilità delle retoriche neoliberali alla ricerca di una crepa da allargare per tentare la fuga.

L’AUTORE
Classe 1983, vive a Parigi dove collabora con il Groupe d’études géopolitiques e la rivista Esprit. Oltre alla sua pagina Eschaton cura una rubrica per Wired. Il suo primo libro, Teoria della classe disagiata (minimum fax 2017), è stato uno degli esordi più acclamati degli ultimi anni.

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