CULTURAL LANDSCAPES.ROMANO MADERA PRESENTA: SCONFITTA E UTOPIA. MARX, NIETZSCHE, JUNG. ORIENTAMENTO E PRATICA FILOSOFICA NEL MONDO CONTEMPORANEO. – MERCOLEDÌ 12 DICEMBRE ORE 17:45

CULTURAL LANDSCAPES.
ROMANO MADERA PRESENTA: SCONFITTA E UTOPIA. MARX, NIETZSCHE, JUNG. ORIENTAMENTO E PRATICA FILOSOFICA NEL MONDO CONTEMPORANEO.
Mercoledì 12 dicembre – ore 17:45

“Entro le coordinate del capitalismo globale la tendenza a consumare si accoppia con quella a spettacolarizzare ogni aspetto della vita (come aveva cominciato a teorizzarla Debord), sia perché attraverso lo spettacolo la tendenza al consumo colonizza un’altra rilevante parte della vita, mettendo al lavoro il tempo di non-lavoro, sia perché lo spettacolo […] tende a sganciare il valore di scambio da un uso qualsiasi, ampliando la scala dello scambio a ogni virtualità immaginabile e, parallelamente, vendendo il necessario non per le sua qualità intrinseche, ma per l’aura che la sua presentazione riesce a evocare.”

“In Jung c’è una sorta di romantica aspirazione alla totalità dell’umano dentro e oltre le sue mille fratture. Per me è proprio questa aspirazione ciò che svetta nel suo lascito.”

Romano Màdera

Per l’appuntamento di dicembre di Cultural Landscapes il Grind House è felice di ospitare una figura molto singolare del mondo culturale italiano: Romano Màdera, intellettuale e filosofo dai molteplici volti ed interessi, da l’impegno politico e la rilettura non banale del pensiero di Marx e Nietzsche fino alla pratica analitico-filosofica e l’integrazione del pensiero (e della pratica) di Jung e della saggezza conservata nelle numerose tradizioni filosofiche e spirituali dell’umanità con la difficile realtà del mondo moderno.
In Màdera vive infatti una duplice tensione, verso l’aspetto simbolico e la concretezza della realtà fattuale, che ha sempre guidato il suo lavoro.
L’incontro che abbiamo organizzato seguirà questa traccia e quindi lavoreremo su due fronti, quello storico-culturale legato al concetto di feticismo in Marx, inteso come una forma di civiltà dove tutto ruota ed è subordinato all’accumulazione economica, “nel senso che a immagine di questa si strutturano i rapporti di potere, le relazioni tra le persone, la psicologia collettiva, i valori, gli ideali, i simboli (compresa la nuova religione secolarizzata del denaro da moltiplicare, autentica divinità del nostro tempo)” ed il suo sviluppo storico nella pratica politica e sociale (Màdera a proposito dice “una perfetta diagnosi, una mediocre prognosi, una terapia inconsistente“) ed il fronte del difficile percorso individuale verso la completezza attraverso il pensiero di Jung, medicina fondamentale per contrastare il limitante e deprimente stato delle cose. Molte (se non tutte) promesse della modernità si sono infrante contro la dura roccia della fattualità: la promessa d’ordine è stata tradita da una costante instabilità e precarietà, economica ed esistenziale, che fomenta quanto più di deteriore c’è nell’uomo e che di fondo manifesta tutta l’impotenza di un pensiero incentrato sul controllo, l’accumulo senza fine o scopo, la perfomance.
La pratica filosofica ed analitica offre ottimi spunti e pratiche di segno opposto: il non-potere inteso come l’interdipendenza fra gli umani; l’attenzione alla propria Ombra e quindi al nemico interno, che ciascuno si porta dentro (invece di cercarlo costantemente fuori, paranoicamente, nel diverso, nello straniero, o in chi non si capisce) ; una ricerca di completezza e apertura che vada oltre la semplice comprensione intellettuale, diventando così liberatoria pratica concreta, quello che Jung chiamava individuazione intesa come assumersi la responsabilità della propria vita e tentare il difficile, ma soddisfacente, compito della completezza.
Per Màdera infatti realtà concreta e realtà interiore non sono separate e vanno entrambe affrontate per vivere una vita davvero piena e quindi tentare a trovare “la nostra personalissima equazione di risposta all’enigma che la vita è”.

L’AUTORE

Romano Màdera è professore ordinario di Filosofia Morale e di Pratiche Filosofiche presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca. In passato ha insegnato anche all’Università della Calabria e all’Università Ca’ Foscari di Venezia.
Fa parte delle associazioni di psicologia analitica AIPA (italiana) e IAAP (internazionale), del Laboratorio Analitico delle Immagini (LAI, associazione per lo studio del gioco della sabbia nella pratica analitica) e della redazione della Rivista di Psicologia Analitica.
E’ uno dei fondatori dei Seminari Aperti di Pratiche Filosofiche e della Scuola Superiore di Pratiche Filosofiche “Philo”. Ha chiamato la sua proposta nel campo della ricerca e della cura del senso “analisi biografica a orientamento filosofico” formando la società degli analisti filosofi (SABOF).

E’ responsabile organizzativo della Scuola in Abof e del centro culturale di Philo.

Tra le sue pubblicazioni: Dio il Mondo (1989), L’alchimia ribelle (1997); C. G. Jung. Biografia e teoria (1988); L’animale visionario (1999); La filosofia come stile di vita (con L.V. Tarca); Il nudo piacere di vivere (2006), La carta del senso. Psicologia del profondo e pratica filosofica (Cortina, 2013), Approaching the Navel of the Darkened Soul. Depth Psychology and Philosophical Practices (Ipoc, 2013), Una filosofia per l’anima. All’incrocio di psicologia analitica e pratiche filosofiche (a cura di Chiara Mirabelli, Ipoc 2013), Carl Gustav Jung. L’opera al rosso (Feltrinelli, 2016); Sconfitta e utopia. Identità e feticismo attraverso Marx e Nietzsche (Mimesis 2018).

Oltre a molti altri saggi e articoli, ha scritto nel libro collettivo: Qual è il tuo mito? Mappe per il mestiere di vivere (a cura di S. Fresko e C. Mirabelli, con scritti di I. Carlot, M. Diana, R. Màdera, M. Montanari, I. Paterlini e delle due curatrici) (Mimesis 2016).

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