CULTURAL LANDSCAPES. WOLF BUKOWSKI PRESENTA: LA BUONA EDUCAZIONE DEGLI OPPRESSI – DOMENICA 2 FEBBRAIO

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WOLF BUKOWSKI PRESENTA:
LA BUONA EDUCAZIONE DEGLI OPPRESSI

DOMENICA 2 FEBBRAIO – ORE 18:30

‘Il decoro è il set di norme comportamentali adatte alla parte più reazionaria e ottusa della classe media, quella che passa il tempo davanti alla tv, esplorando nuovi centri commerciali o commentando acida le pagine dei quotidiani locali su Facebook. Chi ama il decoro odia chi vive negli spazi pubblici per scelta—e cioè i giovani, i graffitari, chi vuole bersi una birra in piazza—e odia anche chi si trova costretto a vivere negli spazi pubblici, perché non ha casa o perché abita in stanze così affollate da voler restar fuori casa il più possibile. […]

La teoria delle finestre rotte sostiene che il cosiddetto degrado—tipo le scritte sui muri [o una finestra rotta appunto]—produce crimine. Questa teoria—totalmente falsa, come dimostra una pletora di dati—è parte di quell’ideologia securitaria che è la compare naturale del neoliberismo. Come notava infatti il sociologo Loïc Wacquant, al ritirarsi dello stato sociale deve necessariamente corrispondere l’avanzata dello stato penale, perché chi non ha più neppure la parziale possibilità di riscatto data dal welfare deve essere duramente represso affinché la sua disperazione non travolga i benestanti. […] La destra era già per sua natura schierata con la repressione e la sinistra lo diventa quando negli anni Novanta aderisce totalmente al neoliberismo. ‘

Wolf Bukowski

Per il secondo incontro di stagione di Cultural Landscapes, abbiamo pensato a un’ospite di eccezione: Wolf Bukowski. Il nostro offre uno sguardo molto interessante su molte frizioni e temi caldi del contemporaneo e abilmente mostra come essi abbiano radici ben più profonde e come sia stato messo in moto un lungo processo di sviamento dello sguardo collettivo e di creazione di falsi “nemici” e “minacce” in modo da poter evitare la messa in discussione di importanti questioni sociali. La questione della sicurezza, come un moloch, giustifica il sistema securitario e il sistema securitario è rinforzato e giustificato dal senso di mancata sicurezza, in un loop continuo che mai si rompe perchè le questioni che in realtà sono alla sua base (insicurezza economica, precariato, senso di minaccia costante ecc) sono costantemente elusi e sviati dal sistema stesso. Il tutto a danno dei più deboli o di chi non ha modo di fare sentire collettivamente la sua voce.

Parleremo così da una prospettiva originale e inedita di molti temi ai vertici della difficile situazione contemporanea, ma non aspettatevi risposte comode o rassicuranti (ad esempio, sul tema delle fake news il nostro afferma: “il potere è il maggiore produttore di fake-news” e “il Pd, con altri, ha intenzione di chiamare ‘lotta alle fake-news’ quella che fino a ieri si chiamava, in buon italiano, ‘censura'”) !

Come dice giustamente il nostro, ‘c’è bisogno urgente di meno disciplina, di meno decoro, di meno “rispetto” per le autorità. Ne va della capacità stessa della società di rigenerarsi, di ripartire su strade diverse. Questa è la vera questione generazionale, oggi – non le stupidaggini dei rottamatori.’

L’AUTORE

Wolf Bukowski è guest blogger del sito dei Wu Ming, Giap, collabora con Internazionale ed è autore per Alegre di La danza delle mozzarelle (2015), La santa crociata del porco (2017) e La buona educazione degli oppressi (2019).

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